Queste domande furono poste a Bhagavan Sri Ramana Maharshi da M. Shivaprakasam Pillai nel 1902. In quel periodo Bhagavan osservava il silenzio, e rispose per iscritto. Pillai raccolse in seguito le domande e le risposte, sottoponendole a Bhagavan per la sua approvazione.
Non sono insegnamenti da leggere soltanto: sono un invito a indagare direttamente, qui, ora. Per questo, oltre al testo completo — leggibile per intero, senza dover cliccare per espanderlo — trovi qui sotto alcune pratiche pensate per portare l'indagine "Chi sono io?" dalla pagina alla tua esperienza diretta.
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Cinque modi per interiorizzare l'indagine
Una sessione cronometrata con campana e richiami gentili a "Chi sono io?"
Attraversa le negazioni fino a ciò che resta quando tutto il resto è tolto.
Porta un pensiero che ti turba e segui l'indagine fino alla sua sorgente.
Un respiro consapevole come aiuto — non come fine — verso la quiete della mente.
Sé, mente, pensiero "io", mondo, respiro: come si tengono insieme.
Scegli una durata. Una campana segnerà l'inizio e la fine. Nel mezzo, di tanto in tanto, un richiamo gentile: nient'altro da fare che restare con la domanda.
Ad ogni passo, chiediti semplicemente: è davvero questo, ciò che chiamo "io"? Poi vai avanti.
Non per risolvere il pensiero, ma per vedere a chi appartiene.
Quale pensiero ti occupa, o ti turba, in questo momento?
"L'esercizio del controllo del respiro è soltanto un aiuto per rendere quieta la mente; non la distruggerà." — Usa questo respiro come sostegno, poi torna alla domanda "Chi sono io?"
Tocca ogni nodo per vedere come si lega agli altri secondo l'insegnamento.
Non per giudicarti — solo per vedere cosa è già chiaro, e cosa merita di essere riletto
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