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È un simbolo antichissimo formato da dieci sfere (sephirot) disposte secondo tre linee verticali, una figura  che assomiglia ad un esagono non regolare, leggermente asimmetrico: le sfere che stanno nella colonna di destra sono un poco più in alto rispetto a quelle di sinistra. Ogni colonna assomiglia ad un moderno diagramma di flusso ed infatti l’albero della vita rappresenta il flusso di Energia Divina nell’Universo; rappresenta anche il cammino interiore che l’uomo deve compiere per trovare il suo vero IO (-DIO): macrocosmo e microcosmo si sovrappongono. Ogni sfera è collegata con la precedente e la successiva, le sfere di sinistra si uniscono alle corrispondenti di destra  e tutte arrivano alla sephirah centrale (tiphereth – l’equilibrio) mediante ramificazioni. La sfera più alta è Kether (La corona) dal quale parte l’energia emanata da Dio (sopra il Kether) che riempiendo tutte le sfere  giunge a quella più bassa Malkhut che rappresenta il mondo umano. Nella colonna di destra il flusso attraversa la Sapienza, la Grazia, la Bellezza e può solo discendere perché è la colonna dei doni di Dio.

(cfr. Josef a Miriam: “Grazia è un dono e tu l’hai avuto .Chi lo possiede è affrancato da ogni timore”)

In quella di sinistra l’Energia Divina ascende e discende continuamente attraverso le sfere di Intelligenza, Giustizia, Verità fino al mondo umano e viceversa. Attraverso i canali orizzontali il flusso di sinistra “frena” quello di destra che arriverebbe al mondo con tale potenza da distruggerlo.

Ad ogni sfera tranne Malkhut corrisponde uno dei cieli concentrici che si immaginava circondassero il mondo ed un Coro di Angeli. Per esempio a Yesod gli Angeli Lunari, a Hokhmah i Cherubini, a Kether i Serafini. Sono gli angeli di Dio che Giacobbe vide salire e scendere sulla scala (albero della vita ) nel suo sogno.

Ciascuna sephirah corrisponde ad una facoltà umana:

  • Kether -> Volontà
  • Hokhmah -> Pensiero
  • Binah -> Coscienza del pensiero
  • Hesed -> Desideri
  • Geburat -> Passioni ed il controllo su di essi
  • Tipheret -> Consapevolezza
  • Netzah -> Percezioni sensoriali
  • Yesod -> Apprendimento
  • Hod -> Memoria
  • Malkhut -> Funzioni vitali del corpo

L’albero della vita si suddivide in quattro settori o “mondi” che corrispondono ai passaggi interiori che l’uomo compie per realizzarsi in pieno ,per raggiungere il suo “Io autentico”.

 

Il più basso che comprende solo la sfera del mondo umano si chiama “mondo delle fabbricazioni” e corrisponde alla visione della realtà che ci siamo costruiti influenzati dal Noi; è la visione degli altri (è la credenza dello psyk-k)

Il secondo livello è quello della “Formazione” e comprende le sfere di Netzah, Yesod, Hod. Attraverso le percezioni sensoriali l’uomo scopre (apprendimento) una realtà nuova, ne elabora una visione diversa, rilegge il passato (Memoria) attraverso occhi nuovi, alla luce della nuova mentalità. È la capacità di comprendere il messaggio dell’Io (Dio)

Il terzo mondo delle “Creazioni” è formato dalle sephiroth di Hesed (desideri), Tiphereth (consapevolezza), Geburat (passioni e relativo controllo). L’uomo intravede, attraverso uno sguardo ancora incerto e confuso del futuro, qual è la sua vocazione e progetta alla luce di quello che ha scoperto il suo percorso. In questo momento l’Io è esteso tra il mondo della formazione e quello della creazione: la nuova visione della realtà lo porta a (ri-)progettare il proprio futuro. Non è ancora il momento dell’azione e della realizzazione. È lo sguardo dello scultore che riesce a vedere nel blocco di marmo la statua che creerà. I desideri e le passioni ben equilibrate dal giudizio spingono l’uomo, consapevole delle proprie potenzialità e della sua chiamata, a “chiedere qualsiasi cosa”.

Il quarto livello comprende Hokhmah (Pensiero), Binah (coscienza del pensiero), Kether (Volontà) e si chiama “Mondo delle Emanazioni”. Qui arriva e può agire solo fede, la ragione del Melkuth (mondo umano) si sperde molto prima. Per la ragione, nel desiderare (chiedere) una cosa ed ottenerla l’uomo deve fare i conti con i propri limiti, con l’azione di forze a lui stesso precluse. ”Tutto ciò che accade, accade necessariamente”. La fede invece è la forma più evoluta della ragione. È la fede che fa dire “Ho visto l’Io, Io voglio” realizzare il mio sogno, il mio progetto , la mia vita vera superando i limiti dell’io piccolo ed arrivare all’Io autentico. La colonna centrale Tiphereth (consapevolezza) è collegata al Kether (volontà), la prima sfera a cui giunge il flusso divino. La mia volontà colma dello Spirito, sostenuta dalla fede di ciò che desidera perché l’ha visto, comincia a modificare la propria esistenza e quella degli altri che gli stanno vicino. Non è più la volontà dell’io piccolo ma quella dell’Io grande al quale niente è impossibile:” può chiedere qualsiasi cosa ed ottenerla”. Non c’è più libero arbitrio, nel senso classico del concetto, perché le volontà –libertà coincidono. È la pienezza di vita, è l’Aion, è il Regno dei Cieli. 

[Hesed] 


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