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I SETTE PASSI

I Sette Passi sulla via verso Sé

  1. Riconosco la ferita ed accetto il dolore
  2. Contatto e riconosco le mie paure
  3. Prendo consapevolezza del sentimento di separazione
  4. Perdono me stesso e gli altri
  5. Abbandono la conflittualità e ritorno al sentimento di essere “intero”
  6. Ricostruisco le relazioni
  7. Intraprendo la via dell’Umiltà

 

Copyright: Associazione Maka. Riproduzione vietata

ALBERO DELLA VITA

È un simbolo antichissimo formato da dieci sfere (sephirot) disposte secondo tre linee verticali, una figura  che assomiglia ad un esagono non regolare, leggermente asimmetrico: le sfere che stanno nella colonna di destra sono un poco più in alto rispetto a quelle di sinistra. Ogni colonna assomiglia ad un moderno diagramma di flusso ed infatti l’albero della vita rappresenta il flusso di Energia Divina nell’Universo; rappresenta anche il cammino interiore che l’uomo deve compiere per trovare il suo vero IO (-DIO): macrocosmo e microcosmo si sovrappongono. Ogni sfera è collegata con la precedente e la successiva, le sfere di sinistra si uniscono alle corrispondenti di destra  e tutte arrivano alla sephirah centrale (tiphereth – l’equilibrio) mediante ramificazioni. La sfera più alta è Kether (La corona) dal quale parte l’energia emanata da Dio (sopra il Kether) che riempiendo tutte le sfere  giunge a quella più bassa Malkhut che rappresenta il mondo umano. Nella colonna di destra il flusso attraversa la Sapienza, la Grazia, la Bellezza e può solo discendere perché è la colonna dei doni di Dio.

(cfr. Josef a Miriam: “Grazia è un dono e tu l’hai avuto .Chi lo possiede è affrancato da ogni timore”)

In quella di sinistra l’Energia Divina ascende e discende continuamente attraverso le sfere di Intelligenza, Giustizia, Verità fino al mondo umano e viceversa. Attraverso i canali orizzontali il flusso di sinistra “frena” quello di destra che arriverebbe al mondo con tale potenza da distruggerlo.

Ad ogni sfera tranne Malkhut corrisponde uno dei cieli concentrici che si immaginava circondassero il mondo ed un Coro di Angeli. Per esempio a Yesod gli Angeli Lunari, a Hokhmah i Cherubini, a Kether i Serafini. Sono gli angeli di Dio che Giacobbe vide salire e scendere sulla scala (albero della vita ) nel suo sogno.

Ciascuna sephirah corrisponde ad una facoltà umana:

  • Kether -> Volontà
  • Hokhmah -> Pensiero
  • Binah -> Coscienza del pensiero
  • Hesed -> Desideri
  • Geburat -> Passioni ed il controllo su di essi
  • Tipheret -> Consapevolezza
  • Netzah -> Percezioni sensoriali
  • Yesod -> Apprendimento
  • Hod -> Memoria
  • Malkhut -> Funzioni vitali del corpo

L’albero della vita si suddivide in quattro settori o “mondi” che corrispondono ai passaggi interiori che l’uomo compie per realizzarsi in pieno ,per raggiungere il suo “Io autentico”.

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LA PORTA STRETTA

Tiphereth e la bella addormentata nel bosco


L’uomo non può passare la porta se non nella conoscenza che, ancora una volta, non è intellettuale ma esperienza vissuta. Lasciare il primo piano dell’esistenza per entrare nell’essere, passare la porta stretta che le tradizioni chiamano “porta degli uomini”, vuol dire lasciare l’ignoranza intellettuale per vivere.

Chi può rappresentare questa porta?

Ce lo dice la storia ben nota de “ La bella addormentata nel bosco”:
da cent’anni la principessa dorme all’interno di un castello nascosto nel centro di una foresta che si infoltisce di giorno in giorno, ogni anno di più, fino a diventare invalicabile, al punto da soffocare questa vita nel sonno. Con la principessa dormono il cane, i domestici, il castello intero, il giardino… Al termine dei cent’anni, il figlio del re vicino viene a sapere dell’esistenza della Bella addormentata. Il suo cuore si infiamma per lei. Decide di andare a svegliarla.
Si possono immaginare le avventure del giovane principe che sfoltisce la foresta per penetrarvi e arrivare fino al centro. Dopo un lungo tempo, con mille ferite, il principe ardente d’amore giunge a deporre sulle labbra della principessa un bacio che la sveglia. Con lei – dettaglio di primaria importanza – si svegliano il cane, i domestici, la casa, il giardino. Tutto questo piccolo universo apre gli occhi. Cos’è successo?


La bella che dorme è Tiphereth-bellezza, il sole dell’essere cui non sarebbe possibile brillare se prima l’uomo non ne ha portato a termine l’ascesa. Non può raggiungerlo se prima non si è spogliato della foresta psichica, cosciente e inconscia, che l’invade, e lo soffoca a poco a poco. Non può intraprendere quest’avventura se non dopo aver preso coscienza della presenza di questa principessa, il suo essere essenziale, spirituale, riflesso e promessa del divino, germe nascosto, addormentato.

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