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Om Che la pace sia in tutti gli esseri dell'universo. Che la pace sia, che la pace sia. Om Shanti Shanti Namaskar. Benvenuti al Satsang.
L'illuminazione non è possibile finché esiste l'"io". Questo "io" è l'unico vero ostacolo. Milioni di desideri, uniti insieme nel tempo, formano l'identità che chiamiamo "io". Finché questa costruzione mentale persiste, la verità resta velata.
L'illuminazione è la cosa più semplice. Non richiede tempo, né spostamento. È qui e ora. Non è una meta da raggiungere, ma uno stato da riconoscere. Basta un istante di chiarezza.
Vuoi liberarti dell'"io"? Allora osserva il pensiero. Tra mente, desiderio e pensiero non c'è separazione. Senza desiderio, non c'è mente. La mente è il passato. Guarda il pensiero che sorge. Anche l'"io" è solo un pensiero. Osservalo, e svanirà. Non è teoria. Fallo ora. Apri le orecchie del cuore e lascia che le parole entrino in profondità.
Osservando l'"io", la mente svanisce. E con essa l'identità personale. Ciò che resta è la sorgente, che si rivela da sé, per sé, dentro sé. Non c'è più osservatore, né osservato. Solo presenza pura.
L'illuminazione non è un oggetto da ottenere, né un'esperienza da ricevere da altri. È la scomparsa totale del concetto di "io", di "mio", di "tu", di "loro". Tutti sono solo costrutti mentali. Quando osservi, vedi: nulla è mai realmente esistito. C'è solo silenzio, eterno, immutabile, già presente.
Ogni notte, nel sonno profondo, tutto svanisce: corpo, mente, mondo, dei e demoni, legami e liberazioni. Rimane solo il silenzio. Unità totale. E questo, inconsapevolmente, lo sperimenti ogni giorno.
Essere liberi è possibile in un istante. Un solo momento può bastare. Kabir disse: "Basta mezzo istante, o anche metà della metà di un istante, per liberarti." Non era un uomo istruito. Ma ciò che diceva veniva dalla verità vissuta.
Kabir viaggiava con una torcia accesa, dicendo: "Vieni con me, ti darò l'illuminazione. Lascia la tua casa." Ma nessuno osava seguirlo. Tutti temevano ciò che avrebbe potuto accadere. Sua figlia, Komali, di appena sette anni, gli disse: "Padre, vengono in tanti, ma solo per comodità. Non cercano la liberazione."
Il giorno dopo, Komali si mise all'ingresso del satsang con un coltello. Disse a ciascuno: "Per entrare, ti taglierò la testa. Solo chi è pronto a morire può partecipare." Nessuno accettò. Tutti trovarono scuse. Kabir vide la scena e disse: "Vedi, nessuno vuole davvero la libertà."
Alla figlia spiegò: "Non volevo tagliare davvero la loro testa. Solo l'ego. Volevo solo che lo lasciassero fuori dalla sala." Il messaggio era chiaro: Lascia il tuo ego fuori. Non venire con l'intento di capire, perché la mente non può afferrare ciò che va oltre.
Non sforzarti di comprendere. Non analizzare. Non portare l'ego nel satsang. Lascia che le parole entrino direttamente nella tua essenza. Non come concetto, ma come fuoco vivo.