"Il testimone è ciò che vede tutte le cose andare e venire - egli stesso non va e viene."
D: Chi è il testimone?
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Nisargadatta: Il testimone è ciò che vede tutte le cose andare e venire - egli stesso non va e viene. È lo sfondo immutabile in cui tutte le esperienze nascono e tramontano. Il testimone non è una persona, è la luce in cui ogni cosa viene vista.
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D: Il testimone è la stessa cosa del Sé?
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Nisargadatta: Il testimone è un riflesso del Sé nella mente. È un passo verso la realizzazione, ma non il traguardo definitivo. Il Sé è al di là del testimone. Il Sé è pura Consapevolezza - al di là del soggetto e dell'oggetto.
D: Il testimone può osservare se stesso?
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Nisargadatta: Il testimone può osservare solo ciò che è altro da sé. Riconoscere il testimone come se stessi è la fine dell'illusione. La consapevolezza non è consapevole di se stessa - semplicemente è così.
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D: Come posso diventare testimone?
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Nisargadatta: Non diventi il testimone: lo sei già. Solo l'hai dimenticato. Fai attenzione. Osserva i tuoi pensieri, le tue emozioni, il tuo corpo. Guarda tutto come se stesse accadendo a qualcun altro. Lentamente la falsa autoidentificazione scomparirà.
D: Qual è il valore della testimonianza?
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Nisargadatta: Nel momento in cui diventi testimone, rompi l'incantesimo dell'identificazione. Vedi le cose come sono: transitorie e superficiali. Porta distacco, chiarezza e pace. Non annegherai più nell'esperienza.
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D: La consapevolezza va oltre il testimone?
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Nisargadatta: Sì. Il testimone è ancora una forma di coscienza: dualistica, dipendente dalla mente. La consapevolezza va oltre sia il testimone che l'osservato. È puro essere, senza tempo e senza spazio. È ciò che sei.
D: Qual è la differenza tra coscienza e consapevolezza?
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Nisargadatta: La coscienza è sempre coscienza di qualcosa. È parziale e mutevole. La consapevolezza è totale, immutabile, silenziosa e immobile. La consapevolezza non è un'esperienza - è lo sfondo su cui tutte le esperienze appaiono e scompaiono.
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D: Cosa succede quando scompare anche il testimone?
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Nisargadatta: Allora c'è solo la consapevolezza: pura e silenziosa. Il senso di separazione finisce. Non c'è più nessuno che possa dire "Sono consapevole". Esiste solo consapevolezza. È il Sé. È il reale.
D: È possibile descrivere questa consapevolezza?
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Nisargadatta: No. La si può conoscere solo essendola. Non ha attributi. Non puoi vederla, ma senza di essa non si può vedere nulla. È più vicina della mente, più vicina dell'"io sono". È la tua vera natura.
"La consapevolezza non è un'esperienza - è lo sfondo su cui tutte le esperienze appaiono e scompaiono."